Chris Cornell Arriverà in Italia tra pochi
giorni (6 luglio Milano Alcatraz, 7 luglio Roma Teatro Romano
Ostia Antica) con il tour di supporto a “Scream”; intervistare
il singer che risponde ai nomi di Soundgarden e Audioslave, non è cosa
da tutti i giorni, quindi è bene approfittarne. Il cambio di rotta musicale
intrapreso dall’ugola al vetriolo degli anni ’90 e ’00 è uno di quelli
che veramente importanti…è il caso di approfondire.
Ciao Chris. Ho visto
le tue recenti performance su youtube e mi sembra che la tua voce sia
notevolmente migliorata rispetto agli ultimi anni. E’ così? Cosa pensi
che serva ad un cantante per migliorare la sua voce?
Continuare a cantare. Ed essere sempre aperto ed interessato a nuove
influenze e nuovi modi di lavorare.
Ti va di spiegarci cosa significa per te il tuo nuovo album,
“Scream”? So che credi molto in questo lavoro…che aspettative hai?
Non ho alcuna aspettativa. Anzi, realizzare “Scream” significa proprio
il volere fuggire dalle aspettative della gente ed uscire fuori dalla
mia zona di sicurezza come musicista. Volevo fare qualcosa di nuovo,
buttarmi in una situazione che non avevo mai sperimentato prima ed imparare
differenti modi di produrre musica in uno studio. Ho pensato a Timbaland
e l’ho contattato.
Puoi dirci il perché della collaborazione con Timbaland? Quali
sono le principali differenze con tutto quello che hai realizzato prima
di “Scream”?
Se esplori nuovi orizzonti musicali, aumenti la tua conoscenza come
cantante e compositore. E’ una collaborazione creativa quella con Timbaland,
come nella precedente domanda, è una cosa salutare dal punto di vista
creativo.
Parliamo dei tuoi live shows. Per quale
motivo hai deciso di cambiare gli arrangiamenti dal vivo? Tutte le canzoni
che suoni da “Scream” sono eseguite con un “mood” prettamente rock.
Le canzoni avevano bisogno di essere adattate così che la mia band potesse
suonarle sul palco. C’è sempre la necessità di re-immaginare una canzone
quando la prepari per i live la prima volta, e anche successivamente.
Così è stato anche per le canzoni di Scream, che erano state create
in un differente ambiente sonoro. Ma alla fine una canzone è una canzone,
non importa cosa usi per suonarla.
C’è una grande differenza nei testi rispetto ai tuoi precedenti
lavori solisti, agli Audioslave ed ai Soundgarden. Eri solito avere
un approccio criptico, ma su “Scream” i testi mostrano un altro lato
del tuo processo compositivo. Trovi ancora ispirazione nella tua infanzia
e nella tua vita?
Penso che la sola differenza sia che forse ho scritto più dal punto
di vista di un protagonista che non sono io, o che è solo una parte
di me. Alcune delle canzoni di Scream sono come mini storie, piuttosto
che autobiografie. Ma ci sarà sempre qualcosa relativo ai miei sentimenti
ed alla mia vita lì dentro. E’ inevitabile.
Parlami di “Two Drink Minimum”, è stata scritta con John Mayer?
No, non è stata scritta con John Mayer, non ho idea di come sia partito
questo rumor… E’ solo una canzone basata su un vecchio uomo che si volta
a guardare la sua vita e i rimpianti e i ricordi che conserva.
Abbiamo accennato alla tua vita. Prima
di diventare un grande musicista, hai lavorato da un grossista di pesce
e sei stato cuoco in un ristorante. Cosa ti ricordi? Come immagini la
tua vita se la tua carriera musicale non avesse preso il volo? Hai altre
passioni oltre alla musica?
Beh, lavoravo nei ristoranti per guadagnare i soldi necessari per sopravvivere.
In questo modo non dovevo suonare dentro a quei ristoranti per soldi,
ma lavorarci, potendo così mantenere il controllo della musica che facevo,
prima di avere successo come musicista. Ora sono abbastanza fortunato
ad avere la mia più grande passione come lavoro. Oltre alla musica però,
mi dedico totalmente alla mia famiglia, mia moglie e i miei figli.
Quale è la tua canzone preferita del
nuovo album e la tua preferita in generale? Inoltre so che hai scritto
il primo singolo di David Cook (vincitore di American Idol, ndr) intitolato
“Light On”. Cosa pensi del reality show American Idol (X-Factor in Italia)?
Non ho una canzone preferita, tutte mi dicono qualcosa. Non ho mai guardato
con attenzione American Idol, ma sono stato felice del fatto che David
Cook abbia avuto successo con il mio arrangiamento di “Billie Jean”
e che sia stato poi capace di andare avanti ed avere una sua carriera.
Ultima domanda, cosa c’è nel futuro di Chris Cornell?
C’è un bel numero di cose che potrei fare. Dobbiamo solo aspettare e
vedere…
Riccardo Canato
originally available as an online feature
here